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Alfredo R.

La mia storia ha inizio tre anni fa quando lavoravo come animatore in un
villaggio turistico un giorno mi accorsi che su gran parte del mio corpo
uscirono delle strane macchie e dei gonfiori alle ghiandole ascellari ecc.. li
per li non diedi peso a ciò che mi era successo credevo fosse ciò che mangiavo.

Tornato a casa a ottobre incominciai ad avere forti mal di testa, perdevo
sangue dal naso iniziai a prendere dei medicinali per sopperire al dolore poi
per caso andai a casa di un mio amico dove conobbi il padre un oncologo,e mi
disse se volevo fare degli esami, ci pensai, andai ad un consulto dal mio
medico e li ebbe inizio la mia sventura dopo vari esami mi diagnosticarono dei
melanomi alla testa nella parte temporale e mi rassicurarono che con delle
incisioni e delle terapie si sarebbe risolto tutto.

Fatto, ero felice che tutto si era risolto, ma la testa continuava a farmi male,
a casa non dissi nulla poiché avevo mio padre fresco operato e quindi dare
un altro dispiacere, avrebbe fatto crollare l’armonia familiare che c’era.
Passarono due mesi ed io incominciai a perdere peso avevo degli sbandamenti
capogiri e nella parte temporale si presentarono delle macchie. Mi decisi e
andai a farmi una risonanza magnetica come mi aveva consigliato il padre di
questo amico. Vi era una massa tumorale di 7 cm nella parte interna i dottori mi
diedero pochissime speranze di vita poco tempo mi dissero che mi sarebbe
rimasto.


Preso dal panico incominciai a dimagrire sempre di più non mangiavo avevo in
testa sempre quelle parole : signor Ruffo si faccia coraggio cerchi di vivere in
serenità il tempo che le rimane. Assurdo proprio a me doveva succedere, non
potevo dirlo che mi rimaneva poco tempo, a casa erano tutti felici che mio padre
stava reagendo, tutti pensavano che bel natale fosse stato, riunire la famiglia
e aprire i regali come una volta. Non sapevo cosa fare allora mi confidai con un
mio amico Mimmo e gli dissi cosa mi stava succedendo, lui incredulo poiché sono
uno persona burlona scherzosa, non mi diede tanto corda, allora mi confidai con
mia sorella gemella Paola che già da qualche tempo aveva annusato qualcosa di
strano nel mio deperimento e malori vari. Le dissi di non dire nulla a nessuno
che sarei partito per Pordenone al Cro e avrei fatto degli altri esami.


Mentre dissi ai miei che il natale lo avrei trascorso in montagna. a Pordenone
mi consigliarono la clinica a Zurigo ,dove mi recai e dove mi diedero conferma.
Potevo farcela mi dissero ma tutto stava a come avrei reagito alle cure mi
dissero che potevo anche operarmi ma ciò mi avrebbe causato la cecità permanente
e la perdita del lato sinistro e l’ipoacusia totale. Di peggio in peggio ho
deciso di non operarmi di continuare le terapie, che a dirlo sono tremende, mi
sono armato di coraggio forza di voglia di vivere mi dicevo devi farcela no
puoi distruggerti cosi. La mi tenacia e stata ripagata tutti i miei sforzi i
miei dolori le mie sofferenze ormai sono acqua passata.

Sono ancora malato non ho sconfitto il mio male ma sono pieno di vita pian piano
sta regredendo un giorno spero sparirà del tutto la strada e ancora lunga ma
devo farcela. I miei medici sono ottimisti mi dicono che sono un, miracolo
vivente sono una forza della natura, io ballo dipingo lavoro mi diverto sono una
persona normale come le altre è non ho paura di dire che sono malato anzi ciò mi
da forza di andare avanti. Ma questo lo devo anche alle persone che mi sono tate
vicino che mi hanno aiutato, che sono state sempre con il sorriso sulle labbra
senza farmi accorgere che loro soffrivano e soffrono ancora perché non hanno più
con loro l’Alfredo di sempre ma una persona diversa più tranquilla più seria
malata.

Grazie ma dentro di me c’è la passione, l’amore la gioia l’amore verso queste
persone e verso la vita, mamma babbo Matilde Nicola Marianna Mimmo Carmine la
mia Paola, Robertina Giammi Gaia Giulia Ale Fausto Mari Enrica Enzo e tutta la
famiglia Schiavone, Antonio Dora Fabio Anna tutta la kid’s club i miei bambini
tutti.


Non vi dimenticherò mai.