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Barbara

STORIA DI UNA MAMMA


Solo ora a distanza di quasi tre anni, mi sento pronto a raccontare la storia di mia moglie Barbara.
Io e Barbara ci sposammo il 22 settembre del 2001 casualmente giorno del suo compleanno e del mio onomastico, un giorno bellissimo come lo era lei con il suo sorriso. Il nostro matrimonio era perfetto ed eravamo felicissimi. Nel 2003 nasce il nostro primogenito Diego, ed è stata l’esperienza più bella della mia vita. Nel luglio 2005 nasce il nostro secondo figlio Matteo ed assomiglia tutto alla mamma…

Dopo circa un mese dal parto però Barbara inizia a non stare bene, aveva sempre male al collo e alla testa e faceva fatica a ricordare le cose. Fatto strano perché lei aveva una memoria di ferro. A settembre inizia anche a camminare male ed allora preoccupati facciamo una visita neurologica che ci consiglia di fare subito una risonanza. Il sabato mattina della stessa settimana andiamo a fare la risonanza e prima di entrare ci dicono che ci avrebbero dato subito il referto. Dopo la risonanza però il radiologo esce e ci dice che non poteva darci il referto ed avrei dovuto tornare il lunedì.

Ho trascorso uno dei più brutti fine settimana della mia vita, un’attesa breve ma interminabile. Il lunedì pomeriggio mi reco da solo a prendere i referti. Mi consegnano una busta che io ho aperto subito ed ho iniziato a leggere e nel mentre capivo che qualcosa non andava ma la terminologia era a me sconosciuta e non capivo la gravità della situazione, a quel punto chiedo di parlare con un dottore che mi riceve subito e mi spiega:
Profonda lesione a livello del talamo sinistro verosimile a glioma. Proprio così era un glioma….

Ho fatto più di un’ora di strada in lacrime e in preda alla disperazione, non sapevo come fare ad andare a casa e dirle la verità.. Ma alla fine mi sono deciso ad entrare in casa e con indifferenza ma con il nodo alla gola le spiego che dalla risonanza sembrava si vedesse qualcosa di strano ma che avremmo dovuto fare altri accertamenti. Nei giorni successivi fu ricoverata a Verona e alla seconda sera i medici mi convocarono e mi svelarono una realtà durissima… Glioma di alto grado non operabile aspettative di vita dai tre mesi al massimo due anni… Uscii dalla sala e ricordo una scena toccante, un’infermiera che aveva sentito il nostro dialogo mi abbraccia e non parla ma i suoi occhi erano lucidi… dovevo affrontare Barbara che mi attendeva in camera…

Quei momenti sono stati i più brutti della mia vita ma anche allora mi sono rivolto a lei con un bel sorriso e lei subito mi chiese quando l’avrebbero dimessa perché voleva andare dai suoi bambini (era ottobre Matteo aveva 3 mesi e Diego poco più di due anni).
Nei mesi successivi affrontò le radio terapie, il cortisone e la chemio terapia che la devastarono fisicamente, ma lei era sempre sorridente e non l’ho mai sentita una sola volta lamentarsi ne l’ho mai vista piangere. Ogni tre mesi faceva la risonanza e sembrava stare meglio, riusciva a gestire anche i bambini.

In primavera 2007 smise persino il cortisone e stava veramente bene, iniziai ad essere fiducioso e lei con me, prenotammo le vacanze al mare in luglio. Prima di partire però iniziò qualche peggioramento e riprese il cortisone, al ritorno dal mare iniziò un rapido declino fino a quando l’otto di ottobre viene ricoverata e dopo tre giorni entra in coma.
Barbara ci lascia il 18 ottobre 2007…

Il nostro è stato un matrimonio breve ma che durerà per l’eternità. Mi ha trasmesso una forza incredibile e mi ha insegnato il valore della vita della dignità di una persona. Grazie all’aiuto della mia famiglia i bambini crescono sereni e sono bellissimi e Barbara da lassù li può guardare con tutto il suo amore di mamma.
Lei abita in celo ma rivive sempre nei nostri cuori..
A questa storia allego un disegno che ha fatto Diego (sette anni) in occasione della festa della mamma e alla domanda della maestra se voleva fare un disegno per la nonna o la zia lui ha risposto… no voglio fare un disegno per la mamma, e ha fatto il più bel disegno che potesse fare.
Per me è stata un’emozione grandissima e mi ha fatto capire che lui, pur così piccolo, è sereno e ha capito perfettamente cosa è successo alla sua mamma e che comunque lui la ricorda e le vuole dire quanto gli vuole bene…

Grazie Barbara per tutto quello che ci hai dato.