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Francesco

Francesco è deceduto il 18 agosto 2013 alle ore 22,15 all’Hospice Bellaria di Bologna all’età di 26
anni, compiuti il 31 luglio. Un amore di ragazzo con tanta voglia di vivere.

Vorrei raccontare brevemente la storia di Francesco perché serva di testimonianza di vita e di
sofferenza. E’ iniziata alcuni mesi prima di maggio 2010 con una diplopia sotto-stress giocando a pallone, si era accorto di vedere dall’occhio sinistro doppio; dopo indagini e visite oculistiche la R.M. ha confermato una neoplasia gliale che nessuno poteva immaginare, un glioma di basso grado a livello del ponte inoperabile. Nel giugno 2010 inizia la radioterapia a Bologna per 30 giorni di seguito, dietro richiesta della d.ssa Brandes, oncologa di riferimento dell’Ospedale Bellaria di Bologna. Francesco ha affrontato questa terapia senza alcun cedimento con determinatezza seguendo il consiglio dell’oncologa. Dopo la radioterapia, sono seguiti i controlli trimestrali delle R.M. fino ad agosto 2012 dove vi era una ripresa della malattia con disturbi alla vista. Pertanto a distanza di 2 anni e tre mesi si riproponeva le stesse problematiche. Fatto un ciclo di cure termali per vedere se l’infiammazione si attenuava la soluzione era di cominciare un ciclo di chemio con il farmaco Temodal ma i dubbi restavano, in quanto al punto dove era situata la lesione ci chiedevamo se era possibile fermare il tumore. Francesco credeva ciecamente nella medicina, aiutato anche dall’omepatia con una alimentazione sana e corretta.

Fino alla fine di gennaio 2013 il fisico di Francesco ha retto benissimo, da Febbraio cominciano a sentirsi gli effetti collaterali della chemio, infatti inizia prima una bronchite curata con antibiotici e, poi, a causa di stipsi accusava forti dolori addominali . Una mattina del mese di marzo accusa un forte al petto e veniva trasportato d’urgenza al Pronto Soccorso del S.Orsola in quanto il Bellaria non c’è il Pronto Soccorso. Fatti gli esami, analisi di sangue e di routine e radiologici, risultati normali, veniva dimesso con una semplice ernia iatale. I giorni successivi, da colloqui intercorsi con i medici veniva ricoverato al reparto di Oncologia del Bellaria per effettuare ulteriori accertamenti. Sono stati effettuati gastroscopia, colonscopia, lastre all’addome e al torace e, poi, alla fine una TAC all’addome dove veniva riscontrato un trombo a livello della parete polmonare cosa che faceva supporre che il dolore al petto era stato il trombo. Pertanto, fu dimesso dal reparto di oncologia per proseguire la chemio anche se lamentava dolori alla schiena.

Nel mese di Aprile riesce ad effettuare il VI ciclo di chemio
al 6° giorno Francesco alzatosi dal letto crolla a terra per un forte dolore alla schiena, trasportato nuovamente al S. Orsola gli veniva diagnosticato un avvallamento del tratto lombare L4-L5, l’ortopedico di turno referta di portare un busto ortopedico per 40 giorni. Intanto dall’Ospedale S. Orsola veniva trasferito al reparto di Medicina Interna dell’Ospedale Bellaria dove gli veniva curata un’ematuria e il trombo con eparina fino al 3 maggio. L’ultima risonanza fatta il mese di aprile a livello cerebrale dava i risultati sovrapponibili a quelli del mese di gennaio e, quindi, la situazione era stabile mentre quella della schiena confermava l’avvallamento del tratto lombare.
Ritornato in day hospital dopo la visita dalla d.ssa Brandes , gli veniva somministrato lo Zometa e effettuato il dosaggio della vitamina d. I primi di giugno vengono fuori per Francesco altri problemi quali il tremolio, giramenti di testa, nausea , riduzione della mobilità sia al braccio che alla gamba, problemi nella deambulazione e cosi via. Chiamati più volte il Bellaria i medici non danno una risposta al cambiamento di Francesco.

Intanto si contatta l’Ant, l’assistenza dei malati oncologici a domicilio per un aiuto ai familiari e al paziente. Il 18 giugno si prenota la vista dall’oncologa ma per Francesco non era possibile il trasporto in macchina e, quindi, siamo andati noi genitori per avere un ulteriore speranza per la terapia da farsi. Cominciavamo a preoccuparci per le condizioni peggiorative di ns. figlio anche perché l’oncologa voleva assolutamente vederlo e poi, decidere il dà farsi. La visita per il day hospital era fissata il 27 giugno dove con tutto il ns. sforzo e aiutati dall’Ant siamo arrivati in autoambulanza con Francesco in barella. Visto dai medici e dal Direttore dell’oncologia si decide di ricoverarlo all’Hospice, cosa che ci lasciò amareggiati e con il cuore a pezzi perché sapevamo a quel punto che solo un miracolo poteva salvare ns. figlio. Il 1 luglio Francesco viene trasportato all’Hospice di Bentivoglio e, dopo, il 10 all’Hospice di Bellaria su ns. richiesta in quanto la vicinanza ai familiari era necessaria. I sintomi venivano ben controllati, si cercava anche ad effettuare qualche farmaco per ridurre la nausea e il vomito e per ridurre il dolore alla nuca ma la malattia proseguiva il suo corso inesorabile, fino al 15 agosto era ancora vigile e cosciente ma dopo era in una situazione di pre-coma.

Francesco fino all’ultimo sperava nella guarigione che la medicina avrebbe dato i risultati sperati ma niente. Conclusioni: il trasferimento a Bologna di tutta la famiglia affinchè si avesse il meglio della sanità non è servito a niente, una risposta chiara dai medici che lo seguivano né tantomeno dalla Brandes sul perché la malattia di Francesco era così veloce e perché diagnosticare sempre un glioma di basso grado? Perché dopo sette mesi di cortisone non fu curata la fragilità ossea dandogli una cura appropriata di calcio prima che ci fosse l’avvallamento? Perché dargli una speranza se la cura di chemio non è stata efficace? Perché dal 1 luglio al 18 agosto il Direttore Brandes non ha avuto un minimo di umanità di chiedere delle attuali condizioni del paziente già seguito da maggio 2010 o avere un incontro con Francesco?

Forse bisognava prenotare la visita e portarlo nuovamente in barella da …….Quello che ci è capitato fa sì che i lati negativi sul percorso della malattia di Francesco vengono analizzati da chiunque per non ricadere nell’incuria e superficialità della sanità. Una mancanza di organizzazione e di collaborazione fra i diversi reparti, la necessità di avere un colloquio da casa con i medici era impossibile, la mancanza di reperibilità del direttore con il paziente se non prenotare e andare a visita a pagamento, rimane un lato oscuro quello di somministrare farmaci chemioterapeutici e non prevedere gli effetti collaterali come il cortisone. La
cosa ripetuta e straripetuta da parte dei medici dell’oncologia era se Francesco avesse la residenza del comune di Bologna.

Poi, dal 1 luglio fino ad adesso nessuna chiamata , nessuno incontro, sono da ringraziare tutto il personale dell’Hospice di Bellaria che hanno dato un valido aiuto affinchè Francesco con i genitori abbiano avuto quel calore umano e familiare fino all’ultimo istante. Il ns. Francesco è vivo nei ns. cuori, finalmente è libero di correre, di vedere, di attraversare Bologna e di conoscerla, di andare sulle colline di Bologna, di fare foto e di cucinare. Un grazie di cuore, altresì all’Hospice di Bellaria che ci ha dato la forza di superare gli ostacoli della depressione e della stanchezza anche perché eravamo giorno e notte presenti. Un grazie di cuore anche ai medici dell’Hospice e della Medicina Interna che hanno dato una prova di professionalità e di umanità .

Grazie dai genitori di Francesco